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MARKETING DIGITALE

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Marketing digitale, può essere definito come l’insieme di tutte le attività di produzione e diffusione dei contenuti (testi, immagini, video  etc.) attraverso l’utilizzo delle tecnologie digitali. La comunicazione digitale è l’unica forma di comunicazione che consente una personalizzazione mirata. Un messaggio preciso per un preciso target.


10 ERRORI PER IL MARKETING DIGITALE


Spesso le medie e piccole imprese commettono gravi errori di comunicazione online.  Essere piccoli non rende gli errori di comunicazione meno grandi. Al contrario gli errori diventano molto gravi. Una piccola attività con risorse limitate vuole ottenere visibilità, e per far ciò è importante che eviti alcuni errori molto comuni.

1.      Naming

Il Naming è l’attività di marketing che consiste nella scelta del nome più adatto ad una marca, un prodotto o un servizio. Questo deve avvenire in seguito ad un’attenta analisi del brand e dell’azienda, delle loro caratteristiche, del mercato di riferimento e del target a cui ci si rivolge. Spesso questo punto è molto sottovalutato dalle piccole aziende che iniziano la loro attività. È un errore poiché il naming è un indicazione che non può essere o non deve essere modificata nel corso del tempo poiché fa parte della carta di identità della azienda. Modificarla nel corso del tempo significherebbe fare un grosso errore strategico. Gli errori più comuni legati al naming sono:

-Troppo difficili da leggere o scrivere

-Nomi comuni che si confondono con altri nel we

-Naming significativi per il creatore dell’azienda e del nome, ma non per gli utenti

2.      Logo

È una rappresentazione grafica che raffigura simbolicamente un’azienda, un prodotto o un servizio. Il logo insieme al naming definisce l’identità dell’azienda. Anche in questo caso spesso non viene data la giusta importanza all’investimento da fare su di esso. Anche in questo caso, come nel naming è corretto fare un investimento iniziale e non modificare il logo nel corso del tempo. Gli errori più comuni legati al logo sono:

-Logo faidate con strumenti non adatti

-Logo poco leggibile

3.      La Bio

La bio di un’azienda è la descrizione sintetica di questa. Essa contiene, la storia, le attività delle azienda e la descrizione della struttura stessa. È fondamentale ripeterla in continuazione, perché sul web ci troveremo spesso davanti ad un pubblico nuovo. Quindi è importante ripetere la bio, coincisa, breve, ma interessante su tutti i canali:

-Facebook

-Instagram

-Linkedin

-Sito web

4.      Link chiave

Dove possibile è fondamentale inserire i link chiave. Se un potenziale cliente è interessato all’azienda, spesso nella ricerca sul web si perde. Quindi se vogliamo convertire una visualizzazione in una vendita è importante inserire link chiave all’interno di social e del sito web in punti strategici.

5.      Piattaforma social sbagliata

Oggi l’utilizzo dei social è comune per tutti. Per un’azienda però ci sono delle analisi da effettuare, prima di poter fare pubblicità su di essi. Molti professionisti e molte aziende, attivano social sbagliati per i loro business. Invece asseconda dell’attività svolta dall’azienda è più utile attivare e incrementare un social invece di un altro. Ad esempio:

-Se sono un professionista attiverò linkedin

-Per un fotografo sarà consigliato attivare Instagram

-Uno scrittore attiverà il blog sul web e su face book

-Se sono amante dei video mi iscriverò a YouTube

6.      Non avere un sito web

Il sito web è la piattaforma di atterraggio di tutti gli altri canali social. Oggi tante aziende si affidano ai social pur non avendo un sito web, questo è un errore gravissimo. Dal sito parte e ritorna tutto il traffico. Sui social spesso le persone vanno per distrarsi e con un livello di attenzione molto basso. I social servono per dare visibilità al brand e all’azienda, ma poi il social deve riportare ad un sito web. Il sito web è il cuore del marketing e i social sono l’amplificatore, senza il cuore, gli amplificatori sono inutili.

7.      Newsletter autoreferenziale

La newsletter è un messaggio di posta elettronica inviato agli iscritti al servizio di un sito web per aggiornarli sulle novità di quest’ultimo. Il suo invio, gratuito o a pagamento, è periodico. La grafica che la caratterizza ha un layout predefinito. È un canale riservato a persone che si sono mostrate interessate ai nostri prodotti, persone che si sono fidate di noi. Nella newsletter è inutile parlare della storia o dei prodotti. Gli iscritti alla newsletter già conosceranno la nostra storia e il nostro business. Attraverso la newsletter dobbiamo essere disposti ad offrire qualcosa di speciale solo per gli iscritti. Qualcosa che li faccia sentire parte di un club esclusivo.

8.      Proporzioni sbagliate

La pubblicità online, come quella tradizionale deve prima intrattenere, poi incuriosire e  coinvolgere e infine vendere. Non sarebbe corretto fare pressione solo sulle vendite. Il prodotto diventerebbe poco interessante e per questo sarebbe inutile spingere solo sulle vendite. Le proporzioni dei punti precedenti sono fondamentali per catturare un pubblico interessato a compiere l’acquisto e a ripeterlo.

9.      Teaser senza seguito

Il teaser è una campagna pubblicitaria preliminare, di forte impatto, che cerca di suscitare curiosità nel pubblico. Nel teaser non si svela però il progetto, ma suscita solo interesse. Ad esempio: “stiamo lavorando ad un mega progetto, a breve vi racconteremo”. Esso è utilizzato molto sui social, talvolta anche abusando.

Non c’è però cosa più sbagliata di effettuare un teaser senza seguito. Quindi annunciare il lancio di un progetto, di un brand e di una news, ma poi non svelare nulla. Questo errore spesso accade poiché si lancia un teaser senza aver concluso il progetto. Quindi è consigliabile utilizzare questa tecnica, quando già si ha il progetto concluso con date di lancio.

10.   Ignorare le metriche 

Il vantaggio maggiore del marketing digitale rispetto a quello tradizionale è la misurabilità dell’interesse del pubblico.

Spesso le aziende tendono a dare importanza solo ed esclusivamente alla crescita del numero dei follower. Ci sono altri valori da considerare in modo da poter cambiare strategia o stressare un argomento invece di un altro. Alcuni esempi di valori da analizzare sono:

-Le impression

-I click

-Le conversioni

Nel digital marketing è fondamentale intraprendere una strada corretta da perseguire. Affidarsi ad uno specialista anche con un piccolo investimento è di sicuro la cosa più adatta. Spesso viene sottovalutato questo investimento perché non viene dato valore all’esperienza e allo studio di tecniche e strategie. Fare marketing digitale non vuol dire utilizzare i social, come si fa per la vita privata.